Due dipinti fra i più antichi: L’Ultima Cena e le Storie di S. Orsola (Insieme e particolari). Il pilastro che divide gli affreschi delimita le cappelle costruite successivamente.
Gli Amici della Mitria

L’Ultima cena
e le Storie di S. Orsola

Fra i dipinti a fresco rivestono particolare importanza i due cicli collocati su due registri sulla parete sud, ora in parte occultati dai pilastri di scarico delle volte a crocera, raffiguranti, come si è già detto, l’Ultima Cena e le Storie di Sant’Orsola. L’anonimo Maestro della Cena, è di quelli che operano alla maniera romanica, scevro da influssi della diffusa cultura bizantina: la tecnica della rudimentale rappresentazione, sia delle figure umane che delle nature morte, è quella consueta agli artisti romanici dell’ultimo quarto del secolo XIII, con colori appiattiti, semplici campiture con tinte stese uniformemente entro un disegno dal contorno molto marcato.
Il Maestro delle Storie di Sant’Orsola è invece più raffinato e colto, si muove nell’ambito della cultura ispirata dalle correnti bizantine, con figure allungate e costrette in spazi esigui, ma di eleganza sottile e flessuosa.

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