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Approfondimento

Archeologia

Le radici antiche della Pieve della Mitria

La Pieve tra i boschi del Monte Dragone

La Pieve della Mitria non è soltanto un monumento medievale: è un luogo stratificato, dove le murature conservano tracce di oltre mille anni di storia. Le indagini archeologiche e le analisi delle strutture murarie hanno permesso di ricostruire le principali fasi costruttive del complesso, rivelando un’evoluzione continua dall’alto Medioevo all’età rinascimentale.


Tracce di età romana

Capitello reimpiegato, con altro pezzo, nella costruzione del pilastro del porticato adiacente la chiesa (X sec.)

Nel corso del tempo sono stati rinvenuti nei pressi della Pieve frammenti epigrafici, cippi sepolcrali e are di età romana. Sebbene non sia stato ancora possibile individuare strutture direttamente collegate a questi reperti, la loro presenza suggerisce una frequentazione dell’area già in epoca antica.

Un esempio significativo è un capitello del X secolo reimpiegato – insieme ad altri elementi lapidei – nella costruzione di un pilastro del porticato adiacente alla chiesa: testimonianza concreta del riuso di materiali e della continuità insediativa nel sito.


Le indagini sulle murature (dal 1990)

A partire dal 1990 sono state avviate indagini sistematiche sulle murature rimaste prive di intonaco, con l’obiettivo di leggere le diverse tessiture costruttive e identificare le sequenze cronologiche dell’edificio.

Le analisi hanno interessato:

  • Alcuni prospetti della chiesa
  • Il campanile
  • Il corpo di fabbrica addossato a nord-est (ossario)

Lo studio comparato delle tecniche murarie, dei materiali e delle modalità di posa ha consentito di distinguere con maggiore chiarezza le principali fasi edilizie.


Le principali fasi costruttive

Fase pre-romanica (VIII-IX secolo)

Le strutture murarie più antiche individuate risalgono all’alto Medioevo. Si tratta di murature caratterizzate da tecnica semplice ma solida, che attestano l’esistenza di un edificio sacro già in epoca molto precoce rispetto alla configurazione attuale.

Fase romanica (XII – inizio XIII secolo)

Tra XII e inizio XIII secolo la Pieve conosce una fase di espansione e consolidamento. È in questo periodo che si definisce in modo più strutturato l’impianto della chiesa, in linea con l’architettura romanica diffusa nel territorio bresciano.

Fasi tardomedievali e rinascimentali

Le trasformazioni successive, in particolare tra Quattrocento e primo Cinquecento, portano alla configurazione planimetrica definitiva del complesso. In questa fase si inseriscono anche le importanti campagne decorative che arricchiscono l’interno di cicli pittorici di grande rilievo.


Un edificio come documento storico

L’osservazione diretta delle murature – con le loro variazioni di tessitura, i materiali reimpiegati e le differenti tecniche costruttive – rende la Pieve della Mitria un vero e proprio “documento di pietra”.

Ogni fase edilizia racconta un momento della storia della comunità di Nave e del territorio circostante: dalla nascita del primo edificio altomedievale alla chiesa romanica, fino agli ampliamenti rinascimentali.

Le indagini archeologiche hanno aperto nuove prospettive di studio e rappresentano una base fondamentale per i futuri interventi di ricerca e valorizzazione del complesso.

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